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Per orientarsi nelle difficoltà legate all’essere donna oggi può essere utile ascoltare una conferenza, leggere un articolo, vedere un film, partecipare a un dibattito.

Genere. Per una critica storica dell’uguaglianza

• 9 Febbraio 2015 ,
Ivan Illich Genere

Ivan Illich, Genere. Per una critica storica dell’uguaglianza, Neri Pozza, Vicenza 2013

È finalmente in libreria l’edizione italiana di un libro fondamentale per il pensiero sul Genere: Genere di Ivan Illich. È un libro in controtendenza rispetto al mainstream politically correct.  E infatti, alla sua uscita nel 1983, è stato sommerso dal fuoco incrociato delle polemiche. La tesi fondamentale è semplice e radicale. Poggia sulla distinzione convenzionale tra genere e sesso che l’autore fa propria, però con il beneficio di un’archeologia dei due termini di marca foucaultiana.

Il genere rinvia alla costruzione della posizione sessuale dentro un contesto culturale storico e locale che associa ai due sessi diversi compiti, strumenti, modi di parlare, di muoversi, di fare, di desiderare, di percepire le stesse cose.

Il sesso invece rinvia all’organismo. Ma non l’organismo “naturale”, e ancor meno il corpo come appartenenza inalienabile, bensì l’organismo biologico preso nel dispositivo scientifico definito dalla medicina e dal mercato capitalista.

In questa nuova cornice due elementi che caratterizzano fortemente il genere scompaiono. Il primo riguarda la portata semantica della differenza: qui la differenza sessuale non ha una valenza diversa dalla differenza del colore della pelle o da altri dati correlati alle informazioni del DNA, è priva di quella cascata di significati che il genere le attribuisce. Il secondo riguarda l’identificazione tra corpo e soggetto: qui il corpo non coincide con la persona, è invece un oggetto come un altro, può essere affittato, venduto, sostituito in parti. Ha un prezzo sul mercato e vi circola. Per il soggetto, il proprio corpo è un oggetto estraneo.

A partire dall’età moderna, lo sfondo dei riferimenti culturali strutturati dalla complementarietà asimmetrica e ambigua tra i sessi (che ha definito per millenni ciò che era ovvio e naturale riguardo i due sessi) viene progressivamente sostituito da una nuova logica, data dal connubio discorsivo tra scienza e capitalismo avanzato che è lo sfondo su cui oggi percepiamo ciò che ci appare ovvio e naturale. Su questo nuovo sfondo la differenza tra i sessi non è che una tra le altre. Uomo e donna valgono come singoli individui dalle funzioni interscambiabili, sono oggetti equipollenti quando entrano in circolo come forza lavoro o quando entrano in circolo come corpo sul mercato della medicina. Ogni riferimento al genere è d’intralcio alla completa equipollenza sul piano oggettuale che è richiesta dalla logica di funzionamento dei nuovi discorsi.

La partizione di genere non è tuttavia estinta, essa permane nella forma di un sedimento che nella collettività oppone resistenza alla completa dissoluzione del genere nel sesso e una delle virtù dell’analisi di Illich è la dimostrazione della irriducibilità della differenza di genere alla differenza dei sessi. Nella progressiva dissoluzione del genere nel sesso rimane un residuo. Ed è un residuo, in base alla sua analisi, a tutto svantaggio delle donne per almeno due ragioni. La prima è che senza la protezione del genere le donne sono chiamate a competere singolarmente con gli uomini su un piano di uguaglianza che nega le differenze. Ed è una competizione ìmpari. La seconda ragione è che la differenza residua gioca a livello fantasmatico – direbbe la psicoanalisi – nel continuare a produrre una disparità di salari e di posizioni apicali che le intense politiche per le quote protette non riescono a scalfire. Le donne impiegate in attività unisex non godono degli stessi vantaggi delle loro ave impiegate in attività rispondenti al genere.

Qui il pregio della profonda analisi di Illich si ferma e la sua proposta prende una strada da noi non condivisibile. Ma quel che c’è fin qui è molto più di quanto si trova abitualmente nei libri sull’argomento. Leggere per verificare!


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