Saperne di più

Per orientarsi nelle difficoltà legate all’essere donna oggi può essere utile ascoltare una conferenza, leggere un articolo, vedere un film, partecipare a un dibattito.

Madri che soffrono. Il bambino cristallizza i loro tormenti

• 9 Settembre 2015
Madri che soffrono

Philippe De Georges, Mères douloureuses. L’enfant cristallise leurs tourments, di , Ed. Navarin, Le Champ freudien, 2014

Alle Madri che soffrono è dedicato questo bel libro di un noto psicoanalista francese. Al cuore della relazione tra una madre e suo figlio, là dove il discorso comune tesse l’elogio  della soddisfazione e del legame armonioso, può sorgere invece il dolore. Un’ombra malefica ed angosciante  può manifestarsi. Pensieri, immagini, sogni di perdita e morte possono imporsi, alla mente di una madre,  come una forza  estranea che si trascina dietro un corteo di angoscia e colpa che parassita la quotidianità . Nel punto supposto più connaturale, in assoluto, all’essere femminile può manifestarsi  una spinta, un moto inconscio che strappa il soggetto dalla sua volontà, dal senso comune per lasciarlo in balia di un incontro con il proprio figlio che non  rientra affatto nella categoria della felicità.

E’ questa non linearità che il libro di P. De Georges  vuole valorizzare e al contempo interrogare, supportato  una logica che ha radici profonde nel discorso psicoanalitico e attraverso una scrittura semplice e diretta che accompagna la lettrice nel dispiegamento della complessità di intrecci e piani che rendono così pulsante il legame tra una madre ed un figlio. Una scrittura rispettosa della lettrice quanto una fratellanza nell’ascolto, con cui l’autore ha accolto la richiesta di aiuto di tre madri, la cui storia costituisce il cuore di questo libro.

Un’ultima nota Méres douloureuses -Madri sofferenti accompagna la lettrice a un altro  spunto di riflessione importante: il problema  non è l’estraneità che sorge  nell’intimità di tale legame, semmai il modo in cui viene catalogato, fatto rientrare in una decifratura universale e le conseguenti ricadute sui soggetti in gioco.  Il discorso medico e psicologico contemporaneo fa precipitare velocemente le difficoltà materne sotto l’etichetta di madri depresse e colloca i figli sofferenti, in nome di un’automaticità stereotipata,  sotto l’egida di: iperattivi, DSA, delinquenti, caratteriali, ribelli, incapaci di inserirsi nei gruppi. A madre  depressa… figlio sintomatico. La diagnosi, che riguardi la madre o il figlio, prende il valore di una sentenza: viene proposta una trasmissione diretta e lineare. A tale sentenza corrisponde un trattamento altrettanto standardizzato quanto la diagnosi.

L’ascolto psicoanaliticamente orientato di P. De George prende in contropiede l’evidenza alienante di queste diagnosi ed è un bell’esempio di come si possa riuscire a fare dell’incontro con l’estraneità e con la sofferenza di un figlio un’opportunità: una madre può interrogare i suoi personali tormenti, i suoi fantasmi più opachi, per sottrarsi alla morsa di un destino comune ed irreversibile.


Benessere al femminile

• 10 Agosto 2021

Che cosa può fare da ostacolo al raggiungimento del benessere per una donna? È possibile trovare un equilibrio, che metta in armonia con se stesse e con il mondo?...

Leggi di più

Cosa vuol dire essere un’isterica?

• 2 Agosto 2021

La qualifica di isterica accompagna spesso le donne e non è mai un complimento. Oltre che un epiteto popolare, l’isteria è anche una forma di nevrosi, che ha una...

Leggi di più

Il lavoro mi sta esaurendo. Cosa posso fare?

• 20 Maggio 2020

Siamo da tempo entrati in una fase avanzata dell’organizzazione del lavoro in cui i gruppi di lavoro sono sottoposti a una pressione che a volte diventa insopportabile.  Lo smart...

Leggi di più

Solitudine e COVID19

• 8 Maggio 2020

Uno dei disagi che si è accentuato  in questo periodo è quello del senso di solitudine. Nell’isolamento forzato di questi mesi, molte hanno fatto esperienza di un primo momento...

Leggi di più

La solitudine positiva

• 11 Aprile 2020

*Una persona può trovarsi relegata in solitudine e non essere capace di stare sola. Allora soffre e soffre tanto. Ma esiste anche quella che chiamiamo solitudine positiva. Molte persone...

Leggi di più

Quando la quarantena ha anche aspetti piacevoli.

• 4 Aprile 2020

Abbiamo sentito tutti in televisione le raccomandazioni sul restare a casa per evitare un’ulteriore diffusione del contagio da Coronavirus. Sappiamo che per molte persone la quarantena e l’isolamento sono...

Leggi di più