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Per orientarsi nelle difficoltà legate all’essere donna oggi può essere utile ascoltare una conferenza, leggere un articolo, vedere un film, partecipare a un dibattito.

D: Psicoanalista, psicoterapeuta, psicologo, psichiatra, neurologo: quale differenza c’è?

• 10 Dicembre 2019
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C’è una enorme differenza. Quando si sceglie un dottore per  problemi legati alla sofferenza psichica raramente si presta attenzione al titolo e alla qualifica, si va da qualcuno che ispira fiducia, o che ci viene indicato da una persona in cui riponiamo la nostra fiducia. E’ inevitabile e giusto che sia così, perché non si può chiedere aiuto a qualcuno di cui non ci si fida.

Tuttavia il titolo e la qualifica del professionista a cui ci rivolgiamo determinano il tipo di aiuto che troveremo e il punto a cui potremo arrivare grazie al suo intervento. E’ frequente che chi chiede aiuto non voglia troppo saperne di queste differenze, che le consideri dettagli inutili. Eppure sono dettagli che determineranno la sua vita futura.

Per prima cosa diciamo che tra le cinque qualifiche c’è una grande differenza in anni di studio e preparazione. Un pò come la differenza che passa tra: un trainer della palestra, un fisioterapista, un laureato in medicina, un medico specializzato in ortopedia. Tra queste professioni c’è innanzitutto una differenza nella conoscenza della materia e della sua complessità. Veniamo al campo mentale, del quale fanno parte ance tutte le manifestazioni somatiche che hanno un’origine psichica.

Al gradino più basso c’è lo psicologo, che dopo 5 anni di studio universitario e un anno di tirocinio ha superato l’esame di abilitazione alla professione. Cosa fa lo psicologo? Il suo aiuto consiste in consigli e indicazioni in base a teorie psicologiche lette sui libri e alle sue idee personali.

Al secondo gradino ci sono lo psicoterapeuta, lo psichiatra e il neurologo con mansioni e competenze molto diverse l’uno dall’altro.

Lo psichiatra ha fatto 6 anni di studio universitario per laurearsi in medicina e e poi 4 per specializzarsi in psichiatria con un tirocinio e un esame di stato per l’abilitazione alla professione. Il suo aiuto consiste nella prescrizione di psicofarmaci e a volte nell’elargizione di consigli in base alle sue idee personali. Gli psicofarmaci possono essere anche di sostegno ad una psicoterapia. Quando è il caso in Alia sono prescritti da una psichiatra dello staff .

Il neurologo è laureato in medicina e poi si è specializzato in neurologia. A differenza di un tempo il neurologo non si occupa più dei malesseri psicologici ma di patologie di un organo specifico. Il cervello si ammala come ogni altro organo, accade per esempio nei casi di SLA, di Alzheimer, di ictus  o di Parkinson che tutti conoscono. In questi casi bisogna rivolgersi a un neurologo. Si occupa di malattie cerebrali e non di quelle psichiche. Nei disturbi psichici l’organo cervello funziona bene, ma la persona soffre e ha dei sintomi di origine mentale. Bisogna tenere conto che cervello e psiche sono due cose diverse. La psiche si basa sul cervello ma è molto più vasta, comprende la personalità e tutto ciò che ha a che fare con l’essere se stessi.

Lo psicoterapeuta (psicoterapista è un inglesismo da “psychotherapist”) ha fatto anch’egli 5 o 6 anni di percorso universitario per laurearsi in psicologia o medicina e poi 4 anni di studi per la specializzazione in psicoterapia, con un tirocinio durato tutti e quattro gli anni. Il suo aiuto consiste nell’impiego di tecniche psicoterapeutiche apprese non solo sui libri, ma anche durante il tirocinio con l’assistenza di un tutor più esperto per la durata dei 4 anni di specializzazione.

Le psicoterapie sono tante e diversissime tra loro: vanno dalla suggestione all’ipnosi, dal condizionamento psicologico a forme più elastiche e individualizzate. Ogni tipo di psicoterapia viene da una concezione “antropologica” di fondo – cioè una certa idea di cosa sia l’essere umano. Per esempio, alcune sono basate sull’idea dell’individuo come consumatore  cliente di un servizio ed equiparano tout court la relazione terapeutica a una relazione di mercato. Altre considerano il sintomo un’alterazione del comportamento o del pensiero e la terapia è allora una rieducazione del comportamento o del modo di pensare. Altre considerano l’individuo un essere che patisce una sofferenza. Tra queste alcune cercano solo di eliminare  questa sofferenza inducendo un condizionamento e altre cercano di capire da dove viene. Tra queste ultime c’è la psicoterapia orientata dalla psicoanalisi, che considera la sofferenza il segno di una verità che il soggetto non riesce a cogliere con i pensieri ed è costretta a esprimersi nel corpo e nei sintomi, quindi non si tratta di correggere il sintomo, ma di liberarne il senso affinchè esso si dissolva.

È facile informarsi, a grandi linee, su tutte queste differenze consultando gli scritti e i siti delle varie scuole di psicoterapia.

Infine, lo psicoanalista è quello con il percorso di studi e apprendimento più lungo e approfondito. Deve fare 9 o 10 anni di percorso universitario e post-universitario, perché deve possedere una specializzazione (in psichiatria o in psicoterapia). Oltre a ciò, deve fare studi di psicoanalisi (che non è insegnata  all’università ma in Istituti appositi (autorizzati dal Ministero dell’Università e della Ricerca) e intraprendere una psicoanalisi personale molto lunga (10-20 anni). Per esercitare la professione deve infine affrontare un lungo periodo di pratica (10 anni e oltre) sotto il controllo assiduo di psicoanalisti più anziani ed esperti. Lo psicoanalista cura l’essere umano, quale che sia il sintomo con cui il suo malessere si esprime. Dunque non troverete mai uno psicoanalista specializzato in questo o quel disturbo, perchè è specializzato nella conoscenza degli esseri umani e nel loro funzionamento. E’ l’unico che se necessario è in grado di lavorare anche con l’inconscio, interpretando i sogni, il senso dei sintomi e avvalendosi di tutto quello che – da Freud in poi – si è appreso in questo campo. Lo psicoanalista ha anche la competenza diagnostica più raffinata e complessa riguardo alla psiche, quella cosa misteriosa che fa si che ciascuno sia se stesso e non un altro.

Un fattore abitualmente sottovalutato e che invece determina l’efficacia del trattamento è costituito non dalle risposte che il dottore vi dà, ma dalle domande che vi fa. Per aprire nuovi orizzonti al vostro pensiero – cosa che è il primo passo per uscire dal malessere e ottenere un cambiamento – ci vogliono domande che nessuono vi ha mai fatto e che nessun amico vi farebbe. Potete riconoscere uno psicoanalista dalla sorpresa che vi suscitano le sue domande.

Uno psicoanalista fa anche psicoterapie, in questo caso usa il suo sapere per arrivare ad un obiettivo limitato, ci arriva tenendo conto della complessità della psiche umana – che conosce meglio di tutti gli altri – e  nel rispetto della particolarità del soggetto che ha di fronte. Nel caso faccia solo una psicoterapia lo psicoanalista cura attraverso la parola, l’ascolto, l’interpretazione dell’inconscio solo se serve, il transfert, la produzione di un sapere nuovo sulla propria storia. Una terapia fatta da uno psicoanalista ha come presupposto la ricerca della verità di un soggetto, della propria verità silenziosa. In Alia si fanno solo psicoterapie dalla durata limitata e tutte le terapeute dello staff sono psicoanaliste di lunga esperienza (leggi Chi lavora in Alia). Le psichiatre invece prescrivono e controllano la terapia farmacologica.

I primi quattro titoli: psicologo, psichiatra, neurologo e psicoterapeuta, sono conseguiti con un’attestazione dello Stato italiano, dopo il superamento di un esame pubblico. Il titolo di psicoanalista è successivo e regolato dalle Scuole e Società di Psicoanalisi. Gli elenchi di psicoanalisti sono pubblicati sugli annuari delle varie Scuole e sono di solito consultabili sul web.

 Qualunque sia lo “psy” bisogna tener presente una cosa importante: l’essere umano è molto complesso e molto suggestionabile. Contrariamente a quel che crede di se stesso – è sempre convinto di essere autonomo e libero nel suo giudizio –  basta una parola dello “psy” (come anche del maestro di yoga o del professore) per cambiare il corso della sua vita. Per questo vi raccomandiamo di dedicare tutto il tempo necessario a scegliere con cura lo “psy” a cui portare la vostra sofferenza.  L’anzianità di esperienza è uno dei fattori fondamentali. La cura della mente umana è un mestiere molto simile a quello del chirurgo,  si impara facendolo, non sui libri. La gratuità o i bassi costi non sono mai un buon indicatore.


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