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Per orientarsi nelle difficoltà legate all’essere donna oggi può essere utile ascoltare una conferenza, leggere un articolo, vedere un film, partecipare a un dibattito.

Ipocondria prima, durante e dopo il COVID19.

• 23 Marzo 2020 , ,

Ipocondria e coronavirus.

L’ipocondria è la forte preoccupazione di avere una malattia, o anche la convinzione di averla, anche se visite ed esami medico-specialistici hanno escluso la malattia stessa.

Si tratta insomma di una particolare forma di ansia o di paura che riguarda il proprio corpo, nel suo complesso o in qualche sua parte e che fa temere per la propria vita. Si ha cioè una paura ingiustificata di essere malati e di morire.

Alcuni sensazioni o manifestazioni del corpo possono anche essere travisati ed erroneamente interpretati come segnali di una malattia in corso.

Nelle settimane di particolare preoccupazione per i contagi da COVID19 è probabile che una persona abbia sviluppato delle fobie per la propria salute. Ne abbiamo discusso infatti in un articolo specifico.

Ma è importante sottolineare che alcune persone avevano già avuto preoccupazioni di questo tipo nel corso della propria vita, anche godendo di ottima salute fisica. L’ipocondria può essere estremamente limitante e impedire alla persona di svolgere le attività più importanti: vivere serenamente le giornate con i propri cari, lavorare, praticare sport, avere degli hobby, perfino uscire di casa. L’ipocondria è un tarlo, un pensiero ossessivo che non se va mai.

Non parliamo ovviamente del periodo di restrizione sociale nelle uscite e nei contatti. Parliamo del fatto che la persona ipocondriaca restringe progressivamente il proprio mondo, i propri pensieri, le proprie attività a causa della paura delle malattie, fino a trascorrere la propria esistenza a fare infiniti approfondimenti medici o a evitare di farli, anche quando sarebbero invece necessari o ragionevoli; questo perché ha la convinzione che verrà riscontrato qualcosa di terribile e inguaribile e ha dunque il terrore di verificare.

Il contagio da coronavirus può essere l’occasione per riaccendere in ciascuno molti tipi di angosce, soprattuto riguardanti il corpo. Chi stava bene fino a un mese fa, può ritrovarsi preoccupato ora, anche se è assolutamente sano.

Ci si può sentire impotenti, piccoli, fragili e smarriti, proprio come dei bambini di fronte al mondo minaccioso, di fronte all’ignoto, a quello che non si può vedere. Attaccabili da tutti e da tutto.

Il corpo è un elemento estraneo, fuori dal nostro controllo, tanto quanto il mondo esterno. Anche se, fino a che non dà segni di malessere siamo in genere convinti del contrario, che faccia parte di noi e sia sotto il controllo della nostra volontà. E’ quando si ammala che scopriamo che risponde ad altre leggi. Il rapporto che una persona ha con il reale, con ciò che è fuori dal suo controllo, può essere angosciante. Questa angoscia invece di manifestarsi per quella che è, può travestirsi da paura per i propri organi, per la propria salute.

E’ un disturbo pisoclogico molto frequente che può essere anche molto invalidante. Si può guarire.

E poi si scopre un altro modo di vivere, più forti e più sereni, sapendo cosa si può controllare e come fare con ciò che è fuori dal nostro controllo.

 


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