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Per orientarsi nelle dicoltà legate all’essere donna oggi può essere utile ascoltare una conferenza, leggere un articolo, vedere un film, partecipare a un dibattito.

D: Perchè questo senso di vuoto, solitudine e disperazione?

• 11 Luglio 2019 ,
R:

Psicologia della solitudine

L’animo femminile è più dolorosamente ricettivo al sentimento della solitudine. È frequente per le donne sentirsi sole, come attraversate da un sentimento di esilio, di lontananza. Da cosa? “Dal sentirsi complete” per esempio; oppure “ dal bastare a stesse”. La solitudine fa emergere un’inconsistenza tutta femminile che prende il senso di un’assenza di valore.

Oggi molte donne testimoniano una certa dimestichezza nella vita, anche nella vita erotica separata dall’amore, hanno acquisito disinvoltura nel passare all’azione con gli uomini. Si sforzano di far circolare quel che hanno capito sull’approccio sessuale, cercano di condividerlo con le altre: blog, forum, carta stampata, trasmissioni televisive. Eppure, nonostante questa possibilità di acquisire un know how sull’approccio seduttivo con l’altro sesso poi nel loro privato rimane un resto: un senso di solitudine, un partner oscuro ed incancellabile: il vuoto. Perchè?

La strategia dell’avere… soldi, successo, corpi modellati, uomini, oggetti, figli, nell’universo femminile non funziona. Non per tutte. Le donne che riceviamo in Alia vengono a parlare di quel resto oscuro che le rende inquiete, che non le fa sentire al sicuro ma piuttosto sempre incerte, sospese nonostante i riconoscimenti. Forse la rivoluzione non ha raggiunto tutte? Si tratta di un conflitto generazionale tra un vecchio modello e una donna più moderna, padrona della sua vita? Non è una questione di epoca, non è neanche una questione morale. E’ che le donne non sono uomini e la solitudine è una faccenda che tocca profondamente  l’essere femminile.

Quando il lavoro rallenta, arrivano le vacanze, c’è più tempo per sé, le donne si mettono a fare un bilancio della loro vita e la solitudine si fa sentire con più violenza, come una morsa. Sale l’esigenza di consistenza, il bisogno di un ancoraggio solido nel legame con gli altri. Da questa mancanza sgorgano sconforto estremo, depressione, ansia, angoscia, rabbia, senso di vuoto.

Contrariamente a quel che sembra questo si rivela sempre un momento molto fecondo. Accogliamo le sofferenze per la solitudine come dei segnali che una donna è presa nella ricerca del proprio essere. C’è qualcosa che è stato messo a tacere, magari sepolto da un continuo passare all’azione e ha finito per parassitare la quotidianità.

Le sofferenze per la solitudine sono il modo in cu fa eco una rinuncia, e il patimento che questa comporta. La strategia dell’avere, di gestire la vita come fosse un mercato, può essere peggio di un partner devastante, è una macchina che stordisce e distrae dall’inventarsi una propria particolarità, quella particolarità che ad ogni know how collettivo fa eccezione. Quando un resto rimane oscuro, si fa sentire nella sensazione che qualcosa manca, che le cose non sono al loro posto. Le solitudini non sono mali incurabili ma occasioni per iniziare il proprio viaggio nell’enigma dell’esistere come donne.


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